Curiosità 2 Friday, November 21, 2008 Register Login

FATTI CURIOSI E NON....

FATTI CURIOSI E NON....


Jacques Chollet


Foto non disponibile


Una sera, all'uscita della chiesa, evitò, per puro miracolo, una trave che gli rovinò a pochi centimetri. La trave era stata posizionata in modo tale da cadere non appena egli avesse aperto la porta. Cholley imparò la "lezione" e, senza perdere tempo, fece i bagagli in fretta e furia per non più ritornare.  Sembra che il caso di Cholley non sia rimasto isolato e che "disavventure" simili siano capitate a qualche altro ricercatore, eccessivamente vivace o che, forse, aveva spinto la propria curiosita su sentieri che troppo divergevano dalla "caccia al tesoro" e, quindi, non propriamente ortodossi.


Noel Corbu

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 E' cosi che Noel Corbu, il 20 maggio del 1968, veniva schiacciato dentro la sua Renault 16 da un camion che non si fermava ad uno stop, e che poi si dava alla fuga ... Fatalità? Nutriamo dei seri dubbi in proposito...

Henri Buthion


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Henri Buthion, un occultista venuto da Lione, acquistò nello stesso anno le proprietà del defunto Corbu. Buthion che non ha mai nascosto la sua affiliazione ad una non ben definita organizzazione occultistica, non ha mai specificato i motivi del suo tanto improvviso quanto "improvvido" trasferimento a Rennes. Nel giro di pochi anni, infatti, prima lo abbandonano la moglie e la figlia (che egli cercherà disperatamente di ritrovare, non disdegnando, per la bisogna, il ricorso alla "magia") e poi, nel 1973, la sua auto verra crivellata da colpi di fucile mitragliatore.  In seguito vendette le proprietà ad una società olandese che operava in campo turistico.


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Berengere Saunière

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  Sauniére appena giunto in paese abbandona il presbiterio inospitale, chiede alloggio provvisorio a una vecchia parrocchiana, Alexandrine Marro, si stabilisce a "l'Aubèpine", un'abitazione appartenente alla parrocchia, e inizia a stringere rapporti e anche amicizie. Alcuni fatti di cui si è venuti a conoscenza fanno pensare che tra queste persone figurino membri eminenti di una qualche società esoterica; se questo è vero, è possibile che all'abate sia stato richiesto di seguire un disegno che aveva come epicentro Rennes ma che oltrepassava i suoi confini.
Net 1887 il signor curato riteneva che fosse venuto il tempo di restaurare la chiesa nella quale celebra. Un suo predecessore, l'abate Pons, ha lasciato alla parrocchia un'eredità di 600 franchi. Il consiglio municipale, debitamente sollecitato, gli accorderà un prestito di 1400 franchi. Nel 1888 procedono alle riparazioni più urgenti; nel 1890 si rimettono al lavoro con obiettivi più ambiziosi. L'altare principale della chiesa riserva qualche sorpresa ai muratori Roussel, Babou e al campanaro Captier: uno dei pilastri è vuoto, all'interno ci sono solo delle felci rinsecchite. O meglio, le felci nascondono tre tubi sigillati, al cui interno, in attesa di essere scoperte, ci sono alcune pergamene. Si dice che, dopo averle lette, l'abate abbia fatto sollevare una pietra del pavimento, scoprendo una pentola piena di oggetti brillanti. Per lo più oro. L'abate,  nel corso degli anni a venire, avrebbe ostentato una grande ricchezza.
  Confidenze di un notaio,
indicazioni su di un tesoro trovate su alcune pergamene, enigmatiche iscrizioni incise sulla tomba di una marchesa; tante piste per spiegare l'origine di una fortuna. Anche se gli evidenti alti e bassi dello stile di vita dell'abate contraddicono l'idea della scoperta di un tesoro. Il vescovo trovò più tardi il pretesto di un traffico di messe per ottenerne il trasferimento dalla corte di Roma; in privato riconosceva di non credere in quelle messe. Il curato di Rennes non affrontò da solo la sua epopea; la sua affabile perpetua, Marie Denarnaud, aveva 17 anni quando incontrò l'abate. L'accompagnò nel corso della sua esistenza senza mai divulgare alcun segreto e conservò la sua riservatezza anche dopo la morte del sacerdote. Naturalmente molti esegeti usano una parola diversa da amicizia; gli indizi sembrano dar loro ragione. In questo caso, in cui non c'è niente di provato, non lo è nemmeno la natura dei rapporti tra I'abate e la sua perpetua. Nel corso di ventidue anni I'abate conquistò la fiducia e l'amicizia dei suoi
parrocchiani, compresi i repubblicani che all'inizio del suo ministero attaccava durante
le omelie. Il sacerdote, è vero, sapeva compatire le pene delle sue pecorelle. Ricevette la dimostrazione di questa amicizia quando arrivarono i problemi con la gerarchia e la sospensione a divinis. Il sostituto incaricato dal vescovo celebrò l'uffizio divino davanti a banchi vuoti; contemporaneamente il titolare decaduto celebrava in una cappella attigua a Villa Betania... senza che mancasse un solo parrocchiano. Passò il tempo.
Un giorno dell'inverno 1917 quest'uomo eccezionale se ne andò. Verso i cieli? Verso gli abissi? Per Marie la separazione fu molto dolorosa; per molte notti vegliò sulla tomba del sacerdote: "Ahimè, il signor curato è morto, ora è tutto finito".

Maurice Guingaud


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Ecco che si presenta un mistero sotto forma di fatto di cronaca, non documentato. Maurice Guingaud (L’or des templiers) lo racconta. Una persona rende visita all'abate per chiedere un favore. E' notaio a Quillan, avrebbe trovato nel suo studio alcuni documenti redatti in latino, probabilmente in latino medievale. Poco abile a decifrare un idioma che si è molto evoluto a partire da Virgilio, il notaio allora domanda i servigi dell'abate. Abile a intravedere il macrocosmo nel microcosmo, l'abate fiuta I'affare, forse un tesoro, e la parrocchia potrebbe esserne il teatro. Il sacerdote stuzzica il notaio che, esasperato, vuole dimostrare all'illustre latinista che non c'è nulla da scherzare: lui ha scoperto un nascondiglio! Ed ecco che un certo giovedi, giorno d'oratorio, il servitore di Dio e quello del Vitello d'oro vanno a fare una passeggiata, seguiti a distanza dai catecumeni di Rennes. La passeggiata
porta i bambini, l'inventore del tesoro e il pastore di anime in luoghi accidentati, dove le rocce sembrano solo aspettare il pretesto di una leggera sollecitazione per franare. Cosa che avvenne. L'abate,  agile quanto erudito, se ne esce con qualche ferita che gli farà male per una o due settimane. Il notaio risentì meno a lungo delle conseguenze dell'incidente... ebbe subito un bel funerale, due giorni dopo. La storia non dice se l'abate aveva trovato il tempo e la forza di amministrare al suo compagno il sacramento che lo avrebbe messo sul cammino dell'eterna beatitudine. 24 ottobre 1885: fine di una carriera da notaio e prime avvisaglie della fortuna per un sacerdote?

(Da Jean Blum, libera traduzione dal francese, a cura di Donatella del Grosso)


  





"Esistono due storie: la storia ufficiale, menzognera [....] e la storia segreta, in cui si rinvengono le vere cause degli avvenimenti." Honorè de Balzac
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